⏰ In 30 secondi:
- La BCE lascia i tassi fermi: il variabile resta oggi più conveniente;
- I rialzi attesi dall'autunno possono ridurre il vantaggio del variabile;
- La scelta del mutuo va valutata in base al profilo di rischio e ai tassi futuri.
Lo stop della BCE ai tassi mantiene il vantaggio del mutuo variabile, ma il mercato guarda già ai possibili rialzi autunnali. Per questo motivo, nella scelta del finanziamento è importante considerare non solo la convenienza di oggi, ma anche come potrebbero mutare i tassi nel prossimo futuro.
⏰ In 30 secondi:
La Banca Centrale Europea ha scelto la strada della prudenza: nella riunione di luglio i tassi restano invariati, confermando nel breve periodo il vantaggio dei mutui a tasso variabile su quelli a tasso fisso. Le previsioni per l'autunno, tuttavia, delineano uno scenario differente, che merita di essere preso in considerazione da chi sta valutando l'acquisto di un'abitazione.
Secondo i dati dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, a luglio il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni è salito dal 2,58% al 2,80%, un aumento che riflette già la mossa della BCE dell'11 giugno scorso.
Il tasso fisso, nel frattempo, si attesta al 3,33%. Il differenziale tra le due formule rimane quindi favorevole per il variabile e, con la decisione di lasciare i tassi fermi, questo scarto dovrebbe mantenersi stabile nelle prossime settimane.
Le curve forward dell'Euribor®, l'indice che segue da vicino le mosse della BCE e determina l'andamento dei mutui variabili, scontano già un rialzo di 25 punti base nella riunione del 10 settembre.
Le proiezioni indicano che l'Euribor® a un mese potrebbe salire dal 2,20% attuale al 2,64% entro dicembre, mentre quello a tre mesi passerebbe dal 2,48% al 2,80%. Inoltre, secondo le stime di mercato, entro l'inizio del 2027 potrebbero avvenire altri due rialzi da 25 punti base ciascuno.
Le simulazioni dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it aiutano a capire cosa significherebbe tutto questo per chi ha già un mutuo casa o sta per accenderne uno. Su un finanziamento da 120.000 euro a 20 anni, oggi il differenziale di 53 punti base tra le due formule si traduce in una rata mensile di 653 euro per il variabile contro 685 euro per il fisso, con un risparmio complessivo che supera i 7.600 euro sull'intera durata del mutuo.
Se però la BCE alzasse i tassi di 25 punti base a settembre, come attualmente scontato dai mercati, il TAN medio dei mutui variabili supererebbe la soglia del 3%, portandosi intorno al 3,05%.
Il risparmio mensile del variabile scenderebbe così a soli 17 euro (668 euro di rata contro 685), mentre il beneficio complessivo sugli interessi si ridurrebbe a poco più di 4.000 euro. Un vantaggio ancora presente, ma sensibilmente più contenuto.
Nell'attuale contesto di mercato, per chi sta valutando un mutuo è fondamentale guardare non solo alle condizioni disponibili oggi, ma anche alla possibile evoluzione dei tassi nei prossimi mesi.
In caso di un ulteriore rialzo entro fine 2026, il TAN medio dei mutui variabili potrebbe raggiungere il 3,30%, un livello praticamente allineato a quello del fisso. In questo scenario, scegliere oggi un mutuo indicizzato all'Euribor® garantirebbe un risparmio concreto solo nel breve periodo.
Resta comunque una via d'uscita per chi vuole tenersi flessibile: la surroga del mutuo, l'operazione a costo zero che permette di trasferire il mutuo presso un altro istituto qualora in futuro emergessero condizioni più vantaggiose.
Nonostante il variabile risulti ancora più conveniente sulla carta, i dati sulle richieste raccolte da Segugio.it a luglio 2026 confermano la propensione degli italiani per la stabilità: il mutuo a tasso fisso rappresenta il 94,0% delle domande, in crescita rispetto al 91,4% di giugno, mentre il variabile resta fermo al 2,9%.
La durata media dei finanziamenti si attesta a 24 anni e 6 mesi, il valore medio degli immobili finanziati sale a 227.000 euro, mentre l'importo medio richiesto scende leggermente a 143.300 euro.
Il quadro che emerge è quello di una finestra di opportunità che potrebbe restringersi. Chi ha un profilo orientato al rischio può ancora sfruttare il vantaggio del variabile, ma con la consapevolezza che il margine di convenienza si assottiglierà con ogni probabile rialzo della BCE.
Chi invece cerca sicurezza e prevedibilità sulla rata trova nel fisso una condizione ancora storicamente accessibile, capace di mettere al riparo da nuove fluttuazioni.
In un contesto di transizione come quello attuale, la scelta giusta dipende sempre più dal profilo personale e dagli obiettivi di lungo periodo. Per questo motivo, confrontare le migliori offerte di mutuo prima casa disponibili sul mercato resta il primo passo consigliato: solo attraverso un raffronto puntuale tra le proposte delle diverse banche è possibile individuare le condizioni realmente più vantaggiose, prima che l'attuale finestra di convenienza sui tassi variabili si riduca ulteriormente.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Credem | 2,98% | € 420,53 | 3,26% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Banco di Sardegna | 3,30% | € 437,96 | 3,51% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,51% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,54% |
| UniCredit | 3,35% | € 440,71 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
Chi chiede un mutuo di importo contenuto paga mediamente un tasso più alto di chi finanzia somme elevate. A rilevarlo è l'ultimo rapporto di Banca d'Italia sul credito, che conferma un divario evidente per i mutui sotto i 125.000 euro, sia a tasso fisso sia a tasso variabile.
Il primato spagnolo nei tassi sui mutui nasconde una formula: sconti a chi sottoscrive conto, polizze o altri servizi. Un modello che si diffonde anche in Italia, dove il tasso medio resta al 3,37% e le banche competono per attrarre i nuovi mutuatari con offerte mirate.
Le prossime decisioni sui tassi BCE dipenderanno dall’andamento dell’inflazione. Per chi deve acquistare casa, il confronto tra fisso e variabile resta centrale: la stabilità della rata e il costo iniziale del finanziamento vanno valutati insieme alle esigenze familiari.
A partire dal 3 agosto scorso, la carta d'identità cartacea non è più formalmente valida per chi ha intenzione di chiedere un mutuo. Le banche, infatti, hanno aggiornato le regole per verificare l'identità dei clienti, adeguandosi al Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, che ha precisato la nuova procedura da seguire. Vediamo da vicino i dettagli della norma.
Quando si fa richiesta di un mutuo la finalità per cui si richiede il finanziamento deve essere sempre specificata, perché i mutui non sono tutti uguali e le banche riservano finanziamenti a condizioni differenti a seconda di come verrà impiegata la somma e quale garanzia si può offrire.