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Fallimento

Il fallimento riguarda gli imprenditori e il loro patrimonio. Quando questi soggetti non riescono a rispettare le proprie obbligazioni e versano in stato di insolvenza, i crediti vantati nei loro confronti vengono liquidati.

uomo disperato per debiti
Cos'è il fallimento

Si parla di fallimento quando un imprenditore commerciale non riesce a onorare i propri debiti e versa in uno stato di insolvenza. Tale situazione debitoria nei confronti dei creditori porta a una procedura liquidatoria con cui il patrimonio dell’impresa viene ripartito. Il curatore fallimentare è colui che si occupa di guidare l’azienda sino al termine della procedura concorsuale.

A disciplinare il fallimento è la Legge fallimentare che nel corso degli anni è stata caratterizzata da una serie di modifiche. Secondo quanto stabilito dalla normativa vigente è necessario che sussistano due requisiti perché venga aperta una procedura fallimentare. I presupposti del fallimento possono essere, infatti, soggetti e oggettivi. I primi specificano quali soggetti possono andare incontro a tale procedura. Parliamo di ditte individuali e società che esercitano un’attività commerciale. Nel gruppo rientrano anche le banche. Sono, invece, esclusi i liberi professionisti, gli enti pubblici, le aziende no profit, gli imprenditori agricoli.

La Legge fallimentare stabilisce che per non essere soggetti a fallimento è necessario che l'impresa o la società non abbia:

  • avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore), un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a 300.000 euro;
  • realizzato nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore), ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a 200.000 euro;
  • un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a 500.000 euro. Quest'ultimo requisito non è necessario che sia presente per i tre esercizi consecutivi, ma è limite previsto per i debiti esistenti all'atto dell'istanza di fallimento.

Il presupposto oggettivo per dichiarare fallimento è lo stato di insolvenza. L’imprenditore non riesce ad assolvere ai propri obblighi e la situazione economica debitoria non gli consente di portare avanti l’attività. L’istanza di fallimento va presentata presso il Tribunale del luogo in cui l’impresa ha la sede principale.

Ultimo aggiornamento novembre 2021

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