Referendum 4 dicembre: gli effetti sulle nostre tasche?
L’incertezza legata all’esito del referendum alimenta i timori anche sul futuro dell’euro e dell’Unione Europea. I mercati, come sempre, non gradiscono l’incertezza, e reagiscono accentuando i movimenti di aggiustamento e di speculazione. Scopriamo di più.
L’incertezza legata all’esito del referendum del 4 dicembre alimenta timori su più fronti, a partire dal quadro politico italiano fino a quello dei mercati finanziari e, secondo le ipotesi più pessimistiche, potenzialmente anche sul futuro dell’euro e dell’Unione Europea.
I mercati, come sempre, non gradiscono l’incertezza, e reagiscono accentuando i movimenti di aggiustamento e di speculazione. Per cercare di tracciare un quadro della situazione e delineare i possibili scenari futuri sul fronte economico, la trasmissione “Piazza Pulita” su La7 ha dedicato giovedì 24 novembre un ampio servizio all’argomento, con interviste ad analisti ed esperti dei vari settori finanziari che maggiormente potrebbero essere influenzati dal risultato referendario.
All’interno di tale servizio Roberto Anedda, Direttore Marketing di MutuiOnline.it, ha fatto il punto sul mercato dei mutui e le sue prospettive.
Chiaramente una vittoria del sì farebbe recuperare serenità ai mercati e permetterebbe al settore di continuare a beneficiare dell’attuale situazione di tassi ai minimi storici ancora per diverso tempo.
Più incerte, inevitabilmente, le conseguenze di una vittoria del no, che potrebbero aprire un periodo anche prolungato di instabilità. L’analisi di situazioni recenti di tensione sui mercati, come la crisi dei mutui subprime americani nel 2007-2008 o la crisi legata alla Grecia del 2011-2012, mostra come anche per i mutui gli effetti siano stati assai marcati, con variazioni dei tassi d’interesse anche di parecchi punti percentuali.
Probabilmente il voto del 4 dicembre non avrà conseguenze così rilevanti, ma riporta comunque l’attenzione sul fatto che l’attuale situazione di costo del denaro, che operatori e famiglie cominciavano forse a dare per scontata anche nel lungo termine, rimane una condizione eccezionale che potrebbe mutare anche rapidamente.
Coloro che sono quindi interessati ad un mutuo o che stanno valutando di sostituirne uno precedente devono anche valutare l’ipotesi che, a seconda degli scenari, nel 2017 i tassi potrebbero risalire. La settimana dopo il 4 dicembre permetterà di fare ulteriori analisi, ma di certo se si desidera massimizzare i possibili risparmi e garantirsi tassi ai minimi è consigliabile, se si può, velocizzare le proprie decisioni.
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